Giovanni Testori

Intervento Orale

Maledetta l’avanguardia idiota e ipocrita, falsa e qualunquista

«Se io riuscissi a fare una mela così, quanto sarebbe importante, mi darebbe qualcosa…». Giovanni Testori incomincia il discorso mostrando una piccola mere verde e dura, bacata da un lato, come un simbolo polemico. L’abbiamo cercato per parlare del teatro milanese, ma durante la conversazione emerge con prepotenza la sua personalità multiforme e originale, viene […]

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Testori, una parola per il teatro

Giovanni Testori leggerà personalmente la sua ultima opera Conversazione con la morte il 7 novembre al salone Pier Lombardo di Milano, in un incontro promosso da “La Confraternita”. In occasione di questo singolare avvenimento, nuovo per il tipo di rapporto che si instaura tra l’autore e il pubblico, Il Sabato propone un’intervista con lo scrittore,

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Testori: L’artista non fa politica

Via Brera numero 8. Nel suo studio sono allineati i quadri della sua prossima mostra: particolari anatomici ingigantiti e disegnati con precisione e crudeltà. A Giovanni Testori, il più importante autore di teatro che ci sia oggi in Italia, non dispiace essere definito il negatore di tutte le ideologie, il profeta della catastrofe. Un’intervista con

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Non sono fuori dalla Storia

Un drammaturgo dopo la «prima» della sua opera: reazioni, impressioni, riflessioni su quanto se n’è detto e scritto. Può essere interessante registrarle soprattutto se si tratta di un autore fuori dalle regole medie, eccessivo e provocatorio come Giovanni Testori e di un’opera come il “Macbetto”, che certo non è passata senza clamori, senza discussioni e

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Troppi delitti? Siamo più idioti che colpevoli

Giovanni Testori, 53 anni, scrittore, poeta, commediografo e pittore, sopporta male le interviste. Quando mi apre la porta dice: «Buon giorno, prego, avanti, avanti» e si capisce subito che è quasi contratto, strizzato dalla timidezza, mentre fa girare intorno i suoi grandi occhi celesti che danno l’impressione di essere indifferenti a tutto, non attirati o

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Tento di salvarmi scappando nel Seicento

Mutamenti d’interessi, ripensamenti profondi, ragioni biografiche e i soprassalti d’una fioritura produttiva ricchissima fratturano da un paio d’anni la carriera letteraria così significativa e operosa di Giovanni Testori. Chi ha amato i bellissimi racconti del «Ponte della Ghisolfa» e della «Gilda del Mac Mahon», e si è interessato del tentativo di romanzo del «Fabbricone», e

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